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IL COMPOST

UTILIZZAZIONI DEL COMPOST

L'IMPIANTO

 

La trasformazione biologica dei rifiuti organici in compost per l'agricoltura è una pratica che da millenni accompagna il cammino dell'uomo, ma che ha conosciuto in tempi recenti uno sviluppo, anche se non impetuoso, certamente continuo, determinato da molteplici necessità: attuare ogni possibile forma di recupero di materiali ed energia dai rifiuti, conservare la fertilità dei terreni agrari, preservare gli equilibri ambientali.

Il compostaggio è un processo biologico, di tipo aerobico, nel corso del quale i microrganismi presenti nell'ambiente attaccano e degradano i composti organici dei residui utilizzati nella preparazione della miscela di compostaggio, traendone energia per le loro attività metaboliche e liberando come prodotti finali di questa serie di reazioni biochimiche, acqua, inizialmente in forma di percolato e poi di vapore acqueo, anidride carbonica, sali minerali e, dopo alcuni mesi di trasformazione, sostanza organica stabilizzata ricca di humus, definita compost o composto (dal latino compositum, costituito da più materiali). Questo processo è dunque  un "Sistema vivente" che in natura si verifica spontaneamente, vedi la decomposizione della lettiera di bosco e la maturazione del letame, caratterizzato tuttavia da tempi molto lunghi di trasformazione e da una certa discontinuità dovuta al variare delle condizioni ambientali. Il compostaggio eseguito dall'uomo è quindi nient'altro che una pratica naturale in cui si cerca di ottimizzare le condizioni affinché la stabilizzazione biologica dei residui organici possa verificarsi nel più breve tempo possibile e nel modo migliore

Le fasi in cui le sostanze organiche subiscono le più consistenti modifiche di ordine chimico, sono tre:

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Fattori di controllo e indici di evoluzione del processo

Tra i fattori che direttamente o indirettamente influenzano l'andamento del processo di compostaggio intervenendo sul metabolismo microbico, i principali da tenere sotto controllo sono :